Una guida per il cimitero monumentale - Comune di Concordia sulla Secchia (MO)

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PICCOLA GUIDA AL CIMITERO MONUMENTALE

In occasione del recupero con miglioramento sismico del cimitero monumentale di Concordia, completamente restaurato dopo i danni del sisma del maggio 2012, sono stati installati all'ingresso del cimitero alcuni pannelli dotati di codice QR code che rimandano a questa guida.
Il restauro e miglioramento sismico è stato ricompreso nel Programma delle Opere Pubbliche e dei Beni Culturali della Struttura Tecnica del Commissario Delegato alla ricostruzione; l'importo generale delle opere è di € 2.084.957,84. L'Agenzia regionale per la ricostruzione ha finanziato le opere per un importo pari ad € 1.681.098,91. La Federazione Ordini Architetti PPC dell'Emilia-Romagna, grazie al bando "Ricostruire l'identità", ha finanziato le opere sul portale monumentale e la cappella dei Partigiani per un importo pari a € 98.000. Infine, il Comune di Concordia sulla Secchia, grazie al rimborso assicurativo, e ad altre donazioni, ha finanziato le opere per un importo pari a € 305.858,93.
    

I CIMITERI

Seguendo l’antica prassi cristiana il primo cimitero di Concordia era la chiesa parrocchiale stessa e le sue immediate adiacenze (1), equivalenti a terreno sacro o consacrato. Le sepolture si facevano alla Molinella fino al 1599, epoca del trasferimento dell’antica chiesa nel Borgo. Il nuovo cimitero monumentale fu eretto nel tratto di terreno a sud est della chiesa (2), in quell’appezzamento che formava l’orto del parroco dietro l’abside e specialmente al fianco del sacro edificio dalla parte della torre, chiuso dai fabbricati che si trovano sulla via Pace e in parte su via Mazzini. Questo cimitero ha servito la chiesa per 225 anni fino al 1828 quando la Comunità ne costruì un altro. Il 5 settembre del 1806 fu esteso anche all’Italia l’editto napoleonico di Saint-Cloud (1804), che aveva imposto di seppellire i morti al di fuori delle mura cittadine. La Comunità di Concordia acquistò il terreno e fabbricò il cimitero nel 1824, nell’area dell’asilo Edgardo Muratori (3). Infine si costruì l’attuale Cimitero Monumentale (4); esso sorge sull’ex beneficio parrocchiale e fu benedetto nel giugno 1899 dall’Arciprete D. Venturini, che il 17 novembre 1913 consacrò anche la Cappella.

Il progetto, in stile neo-romanico con richiami neo-gotici, fu poi realizzato in diversi stralci, partendo dal nucleo comprendente la cappella e progressivamente proseguendo la struttura a recinto fino al portale d’ingresso.
 

Vista panoramica 1949

 

CAPPELLA DEI PARTIGIANI

Nel 1955 al X° anniversario della Liberazione, Concordia ha celebrato la memoria degli eventi realizzando nell’ultimo ampliamento del cimitero cittadino, sul lato est al centro della galleria, una cappella dedicata ai suoi Partigiani. Decorata con altorilievi a calce realizzati dallo scultore concordiese Girolamo Bonomi, la Cappella raccoglie i resti mortali dei partigiani caduti ed è sempre stata luogo di ricordo e memoria collettiva fino al grave danneggiamento subito col sisma del 2012.

Anni '60                                     Danni del sisma 2012          Restauro  
        

 

I DANNI E IL PROGETTO DI RESTAURO

L’edificio mostrava già prima del sisma caratteristiche di fragilità strutturale intrinseche, dovute sia alla costruzione in tempi diversi e con materiali eterogenei che a pesanti interventi di ristrutturazione. In conseguenza degli eventi sismici del 20, 29 maggio e 3 giugno 2012 l’edificio ha subito gravissimi danni ed è stato dichiarato inagibile.

   

Gli elementi maggiormente colpiti sono stati il portale monumentale d’ingresso, i tre timpani murari e la gran parte delle volte a vela della galleria superiore.

La strategia di restauro proposta per l’intervento è stata riportare l’edificio alle forme architettoniche del disegno originale; tutte le parti crollate o irreparabilmente lesionate sono state ricostruite fedelmente con materiali e tecniche consoni a quelli originari (ad esempio tutte le volte in laterizio).

         

Ove il reimpiego delle tecnologie costruttive tradizionali avrebbe comportato una significativa riduzione della sicurezza in termini antisismici, le tecniche e i materiali sono stati modificati (struttura interna del portale di ingresso e dei cornicioni rampanti dei timpani realizzati in cemento armato).

   

Nella Cappella dei Partigiani sono crollate tredici delle trenta lapidi; anche in questo caso l’immagine originaria è stata ricostituita reintegrando le sepolture danneggiate in modo coerente alle originali. L’unica variante introdotta è stata la borchiatura delle lastre in botticino.
 

  

Durante le operazioni di restauro dell’altare della Chiesa sono state rinvenute le reliquie e la dedicazione ai Santi cui era consacrato: San Donato, San Lorenzo, San Crescenzio, San Valeriano, Santa Faustina e Santa Lucia.

Bustina con Reliquie                        Pietra e Dedicazione dell'Altare

      

La mensa distrutta è stata ripristinata prevedendo la possibilità di ricollocazione delle reliquie in un apposito pozzetto del tutto coerente all’originale.

     

 

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